Situato nella media valle del fiume Sabato, in posizione panoramica ai piedi del massiccio del Partenio, il paese di Grottolella ha origini sicuramente molto antiche, attestate da ritrovamenti archeologici, molto probabilmente, risalenti all’epoca romana tardo imperiale.
Nel piccolo borgo irpino, in una posizione strategica e panoramica, a dominio del paese, ed edificato su una preesistente roccaforte longobarda nel 1803 sorge il castello Macedonio delle famiglie Carafa – Caracciolo che fu dei De Ponte, degli Imperiali, dei d’Aquino, dei Carafa e dei Macedonio.

Il castello Macedonio era parte integrante di un sistema difensivo che comprendeva anche le fortificazioni di Montefredane e di Capriglia Irpina.

Dal “Chronicon Beneventanum” di Falcone Beneventano si apprende che il castello venne assediato e distrutto nel 1134 da Ruggiero II il Normanno. Successivamente fu ricostruito e nel corso degli anni più volte restaurato, soprattutto in epoca svevo-angioina e tardo-aragonese e nel 1650, fu definitivamente trasformato da Nicola Macedonio, Marchese di Ruggiano, in castello-residenza, per espresso desiderio della consorte Emilia Cioffi; come inciso sul fregio sovrastante il portale d’ingresso.

Struttura del maniero Macedonio Carafa – Caracciolo

L’aspetto esterno è quattrocentesco, in stile aragonese (XV secolo), con corpi di fabbrica a pianta quadrangolare e corte interna, cui si accede da un portale ad arco in pietra arenaria e decorazioni floreali, cortina esterna in pietra calcarea con finestre rettangolari e rinforzata agli angoli da quattro torrioni, di cui tre cilindrici e uno quadrato (quello a oriente).

Tra antichi portali, torri cilindriche, i cortili e gli ambienti della residenza gentilizia

Entrando nel maniero si oltrepassa il portale ad arco in pietra risalente al 1690, dove è visibile lo stemma della famiglia Macedonio a simboleggiare la potenza di questa famiglia. Attraverso un arco ellittico in muratura si accede nel cortile interno nel quale si sviluppa l’edificio. Una volta oltrepassato sembra di ritornare all’antichità e di poter rivivere quelle emozioni tipiche medioevali.

A nord della facciata c’è una torre cilindrica raggiungibili solo dalle stanze interne del maniero dove ancora oggi affacciandosi da questa è possibile godere della vista mozzafiato sulla valle.

Sotto il livello del pian terreno c’è un ambiente privo di luce che era adibito, in passato, a deposito.

La seconda torre, a pianta quasi circolare, ha due ambienti sovrapposti ed un ampio locale sotterraneo privo di aperture verso l’esterno.

La facciata principale del castello è caratterizzata da semplici finestre con davanzali modanati in pietra e una più piccola situata al livello del piano terreno, sulla destra dell’ingresso.

Il cortile, a pianta rettangolare e con cisterna centrale, era originariamente lastricato. Grazie alla suggestiva e particolare ambientazione, questo spazio oggi viene sfruttato per incontri, workshop, presentazioni di progetti ed iniziative. Da esso si accede, oltre agli ambienti del piano terra e del piano superiore, anche agli ampi sotterranei che nel corso dei secoli sono stati adibiti ad armeria, magazzini, stanze-dormitorio e per uso abitativo. Una vecchia diceria grottolellese narra che questi sotterranei erano collegati con quelli del castello Carafa di Capriglia Irpina e servivano al re e alla sua famiglia come via di fuga in caso di attacco nemico.

Gli alloggi residenziali, dove dimoravano spesso i feudatari del luogo, erano situati al piano superiore.

Ubicata fuori dal portale d’ingresso del castello, in una delle torri circolari, nel piano terra, per volere della Duchessa Emilia Cioffi si trova una piccola cappella Palatina del 1150, la quale è intitolata a S. Giovanni Battista, e al suo interno si possono ammirare pregevoli affreschi seicenteschi.

Il Castello Macedonio Carafa – Caracciolo oggi

Il castello fu dichiarato monumento storico agli inizi del 1900 e sottoposto a tutela, fu venduto nel 1928 dalla famiglia Caracciolo a vari privati, subendo una sorta di frazionamento.

Attualmente è proprietà privata e ha subito ulteriori modifiche e restauri nella fase della ricostruzione post- terremoto del 1980, fino al 1996.

Nel 2020 grazie ad alcuni fondi stanziati per il progetto “Free Music Forum“ vinto dal Forum dei Giovani di Grottolella il castello ha assunto un’altra veste; infatti, è stata installata un’illuminazione architettonica permanente che permette, nelle ore di buio,  di godere della bellezza dell’antica torre e degli archi, che spesso, per la loro posizione e per la mancanza di una valida illuminazione, non venivano neanche notati.

Muovendosi all’interno del castello si rivivono la sua storia e i fasti di un tempo e, da qualsiasi punto ci si affacci, la vista sull’ampia valle irpina, ancora oggi, oltre alla bellezza del territorio circostante, dà quella sensazione di pace e riposo che nel corso del tempo i proprietari hanno cercato in questo luogo. Una sorte di unione tra l’uomo e la natura circostante.

Dominatore della valle, il castello Macedonio affascina ancora oggi gli abitanti di Grottolella assieme alla sua storia, alle sue leggende e ai miti che si porta dietro.