Vi siete mai chiesti come nascono le parole? Quale sia la loro origine? Come nascono i dialetti irpini? Prendiamo in considerazione delle parole che conosciamo molto bene, che sono tanto care alla nostra terra e spesso diamo per scontato: lupo e Irpinia.

Perché Irpinia? Cosa significa? Come ha fatto ad arrivare fino ai giorni nostri così come la pronunciamo o come la leggiamo? Anche i nostri antenati la usavano allo stesso modo?

L’italiano e i dialetti irpini: le nostre due lingue

Prima di rispondere a queste domande è giusto fare una parentesi sulle lingue in generale: Noi, in quanto esseri umani, siamo dotati della facoltà di linguaggio e questo significa che siamo parlanti nativi di una lingua in particolare, che nella fattispecie è l’italiano. Ci sono persone che conoscono qualche lingua straniera, chi invece non ne conosce affatto, ma in realtà, indipendentemente dalla conoscenza di tali lingue, una cosa che forse non tutti sappiamo è che noi italiani siamo in grado di parlare almeno due lingue, e riusciamo a comprenderne tante altre.

Quali sono queste lingue? La prima è certamente l’italiano. L’altra? Vi sembrerà strano, ma l’altra non è altro che il nostro dialetto! Inoltre, riusciamo a comprendere anche i dialetti che sono vicino a noi.

Probabilmente, da piccoli, vi hanno detto che non era corretto parlare in dialetto, che era qualcosa di rozzo, di volgare o di basso rango. Vi avranno detto che il dialetto si poteva parlare solo a casa, magari con qualche nonno che faceva ancora fatica a imparare l’italiano. Eh sì, perché quelli erano altri tempi, la scuola non tutti potevano permettersela. Ma guai a voi se la maestra vi sentiva parlare in dialetto! E invece non è così, il dialetto è una lingua a tutti gli effetti.

L’italiano standard, in principio, non era altro che uno tra i vari dialetti della nostra penisola, precisamente quello toscano-fiorentino del Trecento, quello di Dante, Petrarca e Boccaccio. È stato scelto, è stato elevato al rango di standard, è stato normativizzato, ovvero, si è costruita su una grammatica, dei dizionari, questa varietà la si insegna nelle scuole e sulla quale si basa tuttora la società italiana. Ciò significa che nessuna lingua naturale nasce come standard, ma lo diventa. Così come lo è diventato il latino in epoca romana.

I dialetti irpini: espressione di identità culturale

Nessuna lingua ha un valore da considerarsi inferiore rispetto alle altre, neanche i dialetti. Al contrario, proprio quei numerosi dialetti che arrivano dal passato, che son tanto diversi da regione a regione e da paese a paese e che al contempo hanno moltissime affinità tra di loro, in realtà, sono delle lingue vere e proprie e fanno parte dell’identità culturale di ogni singolo individuo.

Il dialetto che parlavano i nostri antenati è riscontrabile anche nei dialetti moderni. Ci sono delle influenze che provengono da lingue così antiche, che non riusciamo neanche a immaginarle. Questo perché accade? Sapevate che le lingue hanno delle famiglie? Sì, hanno dei parenti come tutti noi, le possiamo collocare all’interno di un albero genealogico. Le lingue che parliamo oggi discendono da altre lingue più antiche, che sono a loro volta imparentate tra di loro, in modo prossimo o lontano, hanno sorelle, madri e cugine. È anche grazie ai nostri dialetti che riusciamo a stabilire i legami di parentela che intercorrono tra le diverse lingue, sia a livello temporale che a livello geografico; perché all’interno di esse troviamo elementi provenienti da altri tempi, da altre regioni di Italia o anche da altri Paesi.

Dall’osco al dialetto irpino: un’evoluzione nel segno del lupo

La storia delle lingue va di pari passo con la storia dell’umanità e l’evoluzione delle popolazioni. Le prime popolazioni che hanno occupato il territorio irpino parlavano la lingua osca, soppiantata poi dal latino con la conquista romana del 252 a.C. ma la lingua degli antichi irpini è il sostrato dei dialetti moderni: “una lingua non più parlata nel territorio, ma che ha influenzato quelle successive”.

Prima abbiamo preso in considerazione due parole: Irpinia e lupo. A vedere queste due parole così come sono scritte sembra difficile trovare una relazione. Anche se, in larga misura, potremmo dire che il lupo è un simbolo nella provincia avellinese, considerando l’Irpinia come una zona montuosa in cui era presente questa specie animale. Ma se, invece, prendessimo in considerazione proprio l’etimologia di questa parola, se indagassimo sul loro significato a livello diacronico, quindi temporale, dovremmo andare molto indietro nel tempo, e risalire all’epoca delle prime popolazioni italiche (umbro-sabine) che, dall’Umbria (i sabini), scesero in Molise e in Campania e alcune di esse si stanziarono nelle zone montuose della nostra regione, dove nacquero le tribù sannitiche.

Gli irpini erano una delle quattro tribù sannitiche, quella che risiedeva più a sud di tutte le altre, nella regione compresa tra le valli del fiume Sabato, dell’Ufita e dell’Ofanto. Questa popolazione parlava la lingua osca e l’aggettivo hirpus che oggi conosciamo come irpino sta a indicare l’animale che veniva associato, non soltanto questa zona, ma anche i suoi abitanti: il lupo. L’etimologia di Hirpus è accreditata da Varrone e nonostante ci siano opinioni divergenti, è accettata anche oggi giorno. Varrone riscontrò la parola ‘Hirpus’ nell’opera Geografia del greco Strabone:

Viene poi il popolo degli Irpini, anch’essi di ceppo sannita. Ricevettero questo nome dal lupo che fece da guida alla loro migrazione: i Sanniti chiamano hirpus il lupo. Confinano con i Lucani dell’entroterra

Ci avreste mai pensato al fatto che irpino è proprio il lupo delle nostre montagne? il toponimo Irpinia è lo stesso dal I millennio a.C.?