Francesco De Sanctis nacque nel 1817 nel piccolo comune di Morra Irpina, oggi in suo onore denominato Morra De Sanctis, da una famiglia di piccoli proprietari terrieri. Nel corso della sua vita fu scrittore, critico letterario, politico, Ministro della Pubblica Istruzione e filosofo.

La vita di Francesco De Sanctis: letterato e politico

Francesco De Sanctis scisse Storia della letteratura italiana che, ancora oggi, si studia a scuola perché è stata il primo lavoro di critica letteraria che ha inquadrato il succedersi delle opere scritte nella nostra lingua attraverso i secoli, da Dante Alighieri in poi, come un lungo omogeneo percorso verso l’acquisizione di una comune sensibilità nazionale italiana.

De Sanctis, tuttavia, fu anche un importante uomo politico, Ministro della Pubblica Istruzione per ben due volte, in due dei primi governi postunitari sabaudi, uno guidato da Cavour e uno da Ricasoli. In veste di ministro, si dedicò, tra l’altro, alla piena applicazione della Legge Casati, che aveva istituito l’istruzione scolastica obbligatoria in tutta la penisola. Decisamente tanta strada fatta partendo da Morra Irpina, non trovi?

Morra Irpina: oggi Morra De Sanctis

Morra Irpina oggi è un paesino profumato dalle strade orlate di alberi da frutto, che si stende lungo il versante di una collina, coronata da un imponente castello. Oggi si chiama Morra De Sanctis, in onore al suo celeberrimo cittadino Francesco De Sanctis, al quale è perfino dedicato un monumento che sembra guardare lontano dalla terrazza belvedere aperta sulla valle, testimone di quel profondo amore per il suo paese, per la vicina Sant’Angelo dei Lombardi e per la sua terra tutta.

Quei paesi che tanto amava De Sanctis li descrisse nel suo Viaggio elettorale, una delle più belle cronache che conserviamo dell’Irpinia di fine Ottocento. All’interno di questo testo troviamo documentato anche l’impegno personale e politico del De Sanctis a favore della realizzazione della linea ferroviaria Avellino-Rocchetta Sant’Antonio, storico collegamento locale oggi da poco riaperto a scopo turistico.

Francesco De Sanctis: rivoluzionario risorgimentale e senatore del Regno d’Italia

Questo affetto, oggi tanto ricambiato, prima dell’unificazione italiana costò a De Sanctis ben tre anni di carcere a Napoli seguiti da altri sette di esilio prima a Torino e poi a Zurigo, ed è ben simboleggiato anche nel suo seggio di senatore al primo parlamento unitario italiano, esposto nel Museo del Risorgimento di Avellino. Non lo immaginavi, vero, che ad Avellino ci fosse un museo così? Interessantissimo, uno dei pochissimi a tema in tutta Italia e il seggio da parlamentare di De Sanctis non è che uno dei tanti buoni motivi per venire a visitarlo.

L’eredità di Francesco De Sanctis

Che cosa ha lasciato allora, Francesco De Sanctis, a noi irpini, all’Italia e al mondo? Di lui ricordiamo il suo messaggio potente che istruzione deve voler dire educazione, intesa come crescita personale e civile. Studiare deve fare di noi degli uomini e delle donne migliori, che sappiano sviluppare empatia, solidarietà, tolleranza, apertura e rispetto, perché è a questo che serve davvero lo studio: a far crescere la società e a liberarci da ingiustizie e miserie. Se ti sembrano concetti banali, pensa a quanto spesso ce ne dimentichiamo ancora oggi.

Francesco De Sanctis è come un gigante buono che ci ha mostrato una strada, la sola e unica, in grado di riscattarci come irpini, come italiani, come uomini e donne di cuore: sta a noi saperla seguire nel tempo.

Frattanto, quando vorrai, sarà bello rifletterci a Morra, dove potrai venire, se ti piace l’idea, proprio con il treno storico voluto da lui, scendendo alla stazione di Teora-Morra De Sanctis. Scoprirai che a Morra tutto racconta di De Sanctis e ti sembrerà di vederlo rivivere, nei suoi infiammati ed emozionanti discorsi, nei suoi nobili sogni di libertà e progresso.