Nel comune di Sant’Angelo dei Lombardi, nel cuore della verde Irpinia, sorge l’Abbazia del Goleto, fondata da San Guglielmo da Vercelli nel XII secolo. Un luogo questo che ha conosciuto un’intensa vita spirituale e che ha combattuto terremoti, neve, vento e la mano dell’uomo per regalarci, ancora oggi, grazie alla sua storia, la testimonianza di un tempo lontano e ricco di mistero.

La storia dell’Abbazia del Goleto

Tra il 1128 e il 1133 l’Abbazia era un vero e proprio complesso monastico che ospitava, in ale diverse, sia monaci che monache. I monaci avevano il compito della guida spirituale e dell’assistenza economica alle monache che vivevano in clausura. Grazie a loro la comunità crebbe significativamente attirando numerosi fedeli che donarono al monastero terreni e opere d’arte.

A questo periodo di massimo splendore seguirono gli anni della peste che portarono il complesso ad una lunga decadenza che culminò con la soppressione del convento delle monache di clausura nel 1515 e l’annessione dei monaci rimasti al Convento di Montevergine.


L’abbandono e il degrado

Nonostante la soppressione e la conseguente annessione, alcuni monaci rimasero nel complesso dando vita a importanti restauri e alla costruzione di una nuova chiesa ad opera di Domenico Antonio Vaccario, tra il 1735 e il 1745.

Nel 1807, a seguito dell’ordine da parte del sovrano di Napoli relativo la soppressione degli ordini monastici, il Goleto venne definitivamente abbandonato.

Lasciato incustodito per circa due secoli, il complesso ha subito diversi atti di vandalismo, inoltre, opere e reperti storici di notevole interesse sono state asportate o meglio trafugate.


L’Abbazia del Goleto oggi: fascino e mistero senza tempo

La visita al Goleto dona al visitatore il fascino di un complesso senza tempo in cui è possibile ammirare: la Torre Febronia che deve il suo nome alla Badessa che la fece erigere, un piccolo cimitero, la Chiesa di San Luca, capolavoro architettonico in stile romanico, e la Chiesa, attualmente scoperta, opera settecentesca del Vaccaro. È possibile, inoltre, osservare decorazioni, blocchi e bassorilievi di epoca romana.

L’Abbazia Benedettina di San Guglielmo al Goleto racchiude un fascino misterioso che ha attirato numerosi studiosi di simbologia ed esoterismo bianco. Al riguardo sono stati scritti anche alcuni libri che descrivono in maniera minuziosa tutti i simboli rinvenuti nell’Abbazia, come ad esempio: un centro sacro, che richiama la sacralità del luogo, e la triplice cinta, interpretata da alcuni come la stilizzazione del Tempio di Salomone a Gerusalemme e da altri come punto di energia magnetica.

Queste sono solo alcune delle simbologie che è possibile osservare da vicino visitando questo luogo in cui il tempo si è fermato. Non vogliamo svelarti di più per non rovinarti il piacere della scoperta.