La pasta fatta in casa per molti è un rito che si tramanda in famiglia, di generazione in generazione, un ricordo d’infanzia, un momento di festa e di convivialità con familiari e amici. I caposelesi, quando pensano alla pasta fatta in casa, non possono fare a meno di ricordare le proprie nonne che, ogni domenica, munite di acqua e farina, si mettevano all’opera per dar vita alle matasse di Caposele.

Si tratta di una tipica pasta fatta in casa, con farina di semola di grano duro e grano tenero, che si presenta sotto forma di filamenti, di spessore e lunghezza variabili. Oltre a essere uno dei prodotti gastronomici più rappresentativi della cucina locale è anche un prodotto PAT (prodotto agroalimentare tradizionale), in onore del quale, ogni anno, si svolge la cosiddetta “sagra delle matasse”.

La lavorazione delle matasse di Caposele

La lavorazione delle matasse avviene interamente a mano. La forma si ottiene partendo da un unico filamento chiuso che man mano, grazie a una specifica pressione esercitata dalle dita e dal palmo della mano, si assottiglia e allunga. Una volta raggiunto lo spessore desiderato, il filamento viene ripiegato più volte su sé stesso in cerchi concentrici, fino a formare appunto una matassa. Durante la lavorazione, inoltre, il filamento viene passato in farina di granturco, per evitare che si attacchi alle superfici e su sé stesso. Prima di essere cotta in acqua bollente, la matassa viene lievemente schiacciate con le dita. Durante la cottura i filamenti si rompono in lunghezze diverse dando vita ad un primo piatto dall’aspetto e dal sapore unico.

La tradizione locale

Il mese di luglio è denominato, dagli abitanti di Caposele, il “mese matassaro” presumibilmente perché proprio in questo mese c’era maggiore disponibilità sia di farina nuova che di ceci. Il condimento tradizionalmente utilizzato per servire le matasse, infatti, è costituito da un soffritto di ceci, aglio e peperoni essiccati, che dona al piatto un sapore tipico e leggermente piccante.

Attualmente le matasse vengono prodotte su base artigianale e distribuite ai ristoranti locali così da poter essere degustate, non solo dalle persone locali ma, anche da coloro che si recano a Caposele per scoprire le sue bellezze monumentali e naturalistiche. Il piatto “matasse e ceci”, infatti, è da sempre nei menù della ristorazione locale, particolarmente in quelli dei ristoranti ubicati nei pressi del Santuario dedicato a San Gerardo Maiella, dove viene prodotto e consumato per tradizione dai pellegrini.

La sagra delle matasse di Caposele

Da oltre quarant’anni, a Caposele, nella tradizionale data del 9 agosto, si rinnova l’appuntamento con la sagra delle matasse. La festa è organizzata dalla Pro Loco al fine di valorizzare i prodotti enogastronomici locali.

Nel corso della serata le storiche “matassare” caposelesi cercano di trasmettere ai partecipanti, con delle lezioni dimostrative, i segreti della preparazione di questa tradizionale pasta fatta a mano.

Siccome anche il palato vuole la sua parte, numerosi sono i primi piatti da degustare in compagnia di un buon vino locale. Per soddisfare infatti i gusti di tutti, oltre alle due ricette tradizionali che prevedono il condimento con ceci e filetto di pomodoro, è possibile assaporare diverse versioni realizzate con altri condimenti a base di prodotti tipici dell’Alta Irpinia e della Valle del Sele.

Se soddisfatti della degustazione è possibile acquistare presso gli stand allestiti i prodotti tipici locali impiegati nelle preparazioni, così da provare a replicare questo tipico primo piatto caposelese comodamente a casa propria.