Il nostro cammino alla scoperta dei luoghi di culto e non solo, della nostra magnifica Irpinia, non può non iniziare dalla conoscenza del Santo Patrono, ovvero San Guglielmo da Vercelli anche conosciuto come San Guglielmo di Montevergine.

Il “miracolo del lupo”

Basta osservare la statua del Santo per comprendere il legame con il nostro territorio: egli, infatti, viene rappresentato con un lupo vicino alle gambe.

Il “miracolo del lupo” è uno dei miracoli più noti di San Guglielmo da Vercelli, il quale addomesticò un lupo dopo che aveva sbranato l’asinello, il suo unico mezzo di trasporto.

Una nuova Congregazione

Facile imbattersi in un lupo quando si sceglie di vivere come eremita, per un anno, sulla montagna di Montevergine.

Qui, in seguito, Guglielmo viene raggiunto da altri uomini e sacerdoti, attratti dalla sua vita eremita, e fonda la Congregazione Benedettina di Montevergine che deve occuparsi anche dei numerosi fedeli che iniziavano a giungere nella chiesetta consacrata nel 1124.

Il peregrinare di San Guglielmo

Qualche anno dopo, affida la sua comunità al monaco Alberto (che poi diverrà beato) e continua il suo peregrinare tra la Lucania e l’Irpinia, fino a giungere al Goleto, dove fondò una nuova comunità, un nuovo monastero che accoglie sia monaci che monache.

Numerosi suoi monasteri vengono fondati tra la Puglia e la Campania, ma è nell’Abbazia del Goleto che si stabilisce e dove si spegne nel 1142.

Il Cammino di San Guglielmo

La sua comunità inizia subito a venerarlo come Santo e le sue spoglie verranno poi traslate nel monastero di Montevergine dove sono tutt’ora. Papa Pio XII lo dichiara patrono d’Irpinia.

Il suo peregrinare tra l’Irpinia, la Lucania e la Puglia lo portano a percorrere numerosi km e sulle sue orme nasce il Cammino di San Guglielmo, grazie al quale possiamo apprezzare questa nostra Irpinia ricca di fede e mistero.