Il ridente paese di Forino si adagia placido in una vasta piana circondata da sette monti e qui, sulla cima dell’omonima collina sorge il santuario dedicato al vescovo di Mira.
Il santuario di San Nicola a Forino si trova su un’altura, nei pressi del suggestivo – seppur poco conosciuto – borgo di Castello, circondata da una natura rigogliosa e da cui è possibile godere di uno stupendo panorama della valle sottostante.

Storia della fondazione nel borgo Castello e nascita del culto

Forino, come un po’ tutta “la verde Irpinia”, è stato crocevia di diversi popoli e di svariate culture che hanno contribuito con il loro lascito alla storia e alle tradizioni attuali del territorio.

I segni più evidenti furono ad opera dei Bizantini che, impegnati nella guerra greco-gotica (535 – 553), realizzarono un fortilizio difensivo e introdussero il culto di San Nicola di Bari vescovo di Mira.

Secondo diverse fonti, tra cui la testimonianza di padre Antonio Girolamo Tornatore, il culto del Santo consisteva inizialmente nell’adorazione di una rozza immagine appesa a un albero a opera di pochi fedeli.

Molti anni dopo, presumibilmente prima dell’anno Mille, gli abitanti di Forino edificarono sulla collina una piccola chiesa e vi collocarono una statua lignea che è stata venerata nell’attuale edificio fino all’inverno del 1976, quando venne rubata.

Il Santuario di San Nicola a Forino: struttura e interventi di restauro

Il Santuario di San Nicola da Bari è probabilmente da considerarsi il luogo di culto cristiano più antico a Forino.

La struttura originaria ha sicuramente subito notevoli modifiche e rimaneggiamenti nei secoli a opera di ripetuti interventi di restauro che ne hanno modificato l’assetto ma che non hanno intaccato il senso di raccoglimento e pace che ancora vi regna.

Il piazzale antistante l’ingresso è pavimentato in pietra e d’estate offre frescura grazie alle grandi querce che vi dimorano e che fanno da cornice al cortile a cui si accede attraversando un bellissimo arco in pietra scolpita.

La Chiesa oggi appare nell’assetto che le fu dato nel XVIII secolo, con l’aggiunta, intorno al 1810, dell’altare che si trovava nella navata destra. La navata, inizialmente aperta, fu chiusa e furono tolti dal muro del transetto il coro e l’altare di San Gaetano, aprendo l’accesso al campanile.

Il corpo centrale del Santuario è caratterizzato dalla ripartizione in tre navate e dalla presenza in facciata di un imponente portale in travertino con una chiave di volta che presenta inciso l’emblema di San Nicola di Bari.

Inoltre, secondo quanto si legge in “Forino attraverso i secoli” di Gennaro Vespucci (Phorograf 1998), la prima chiesa edificata in onore del Santo sarebbe da riconoscersi nell’edificio situato a sinistra del portale d’ingresso e utilizzato per lungo tempo come ossario.

La leggenda e la tradizione oggi

Le numerose modifiche e ampliamenti alla struttura primigenia sono da imputarsi sia al tempo che a fenomeni naturali drammatici e di rilevanza storica.
L’anno 1631 è ricordato, ad esempio, come uno dei più negativi nella storia di Forino, sconvolto da forti scosse telluriche che causarono il crollo di oltre quattrocento case e la devastazione dei raccolti.

A peggiorare la situazione già drammatica fu l’eruzione del Vesuvio, la cui cenere e i cui lapilli oscurarono e minacciarono il paese gettando la popolazione nello sconforto.

Secondo la leggenda tramandata, fu allora che tutti i forinesi insieme al clero si raccolsero in processione e camminando nell’oscurità di una pioggia di cenere arrivarono in supplica al Santuario dove, miracolosamente, il cielo si schiarì e la minaccia cessò.

Pertanto, ogni 14 Marzo, dalla chiesa di Santo Stefano nel Casale della Palazza, parte ancora oggi una processione di fedeli che vestiti di bianco e cantando antiche litanie si recano presso il Santuario di San Nicola a Forino.

Giunti a destinazione, dopo la celebrazione eucaristica, i fedeli si rifocillano con il pranzo a sacco colmo di leccornie tipiche come la soppressata e il vino paesano per poi tornare a casa nel pomeriggio.

Legata a un altro momento storico di particolare drammaticità è la processione che si tiene in ricordo della scampata epidemia di colera del 1866.

Come da tradizione, sono oltre 150 anni che, in occasione dell’ultimo giovedì del mese di luglio, si rinnova la suggestiva discesa in paese del patrono San Nicola di Bari.

In tale occasione lungo le strade interessate dalla processione vengono accesi grandi falò, al cui apice in passato erano appesi balocchi, e ai balconi si accendono bengala che illuminano la strada alla folla che con devozione accompagna la statua lignea.

Esempio di devozione è poi la tradizionale maratona che vede partecipare oltre 100 tedofori del posto, i quali, ogni anno, percorrono il lungo cammino dalla Chiesa di San Nicola a Bari alla Chiesa di Santo Stefano dove, ad aspettarli, vi è la folla acclamante.

Il Santuario di San Nicola è, per ogni forinese, un luogo legato a ricordi passati, alla propria infanzia e a cui, specie se lontani, si desidera tornare e, per chi non ci è mai stato, è un luogo da scoprire e un’opportunità per sentirlo un po’ anche proprio.