Serino prende forma e si costituisce sulle rovine di un’antica città costruita dai Romani. Pertanto, come molti comuni irpini, anche Serino vanta un remoto passato che ancora oggi possiamo intravedere dalla sua particolare struttura urbanistica e territoriale, suddivisa in ben 24 frazioni.
Numerosi sono i resti di fortezze, mura e strutture antiche all’interno del territorio di Serino, tra cui: la Civita di Ogliara, il Castello d’Orano e i resti dell’Acquedotto risalente all’età imperiale romana.

La storia di Serino

La città, in epoca preromana si chiamava Sabatia, dal nome della popolazione dei Sabatini che vi si stanziò. Durante gli anni successivi alla Seconda Guerra Punica (218-202 a.C.), e quindi alla conseguente vittoria di Roma su Cartagine, fu attaccata perché accusata di aver parteggiato per Annibale. Tutto venne distrutto e raso al suolo: di Sabatia rimasero solo macerie. I pochi Sabatini superstiti, stanziatisi nell’Alta Valle del Sabato, e portati avanti da forti valori di ancoraggio al proprio passato e al proprio territorio, decisero di far rinascere dei nuovi villaggi da quelle rovine. Dividendosi in piccoli aggregati, diedero vita a dei paeselli ancora oggi riconoscibili come le numerose frazioni del Comune. Questo è il motivo fondamentale dell’attuale dislocazione di numerose “cittadelle” sparse sul territorio comunale.

Perché il nome Serino?

Secondo alcuni studiosi, l’etimologia del nome deriverebbe dall’antica parola osca “sarino”, traducibile con il termine “chiaro”, in riferimento alla purezza e limpidità delle acque sorgive presenti nel territorio. Un’altra possibile ipotesi riguardo l’origine del nome, è che derivi dal termine latino “sero”, ossia “chiuso”, che alluderebbe alla vicina barriera montuosa naturale che separa le province di Avellino e Salerno.

La Civita di Ogliara

I resti dell’antica cinta muraria che, delimitava l’insediamento originario, sono ancora ben visibili in località Ogliara di Serino. Per risalire alla nascita di questa fortificazione bisogna fare ponte tra fonti diverse, che non identificano univocamente le origini dell’antica città. Una prima ipotesi descrive la fondazione delle mura per volere del leggendario re Sabatio, proveniente dall’Asia Minore, che avrebbe dato nome sia al fiume Sabato che al popolo dei Sabatini. Altre fonti invece ci dicono che la città fu fondata ad opera degli Hirpini, la tribù sannita stanziatasi nei territoti montuosi. Oggi il Parco Archeologico è costituito da una cinta muraria di origine longobarda, dotata di una circonferenza di circa 2 km. Oltre alle mura, sono presenti anche delle torri e una porta, visibili grazie al lavoro di restauro effettuato. Con l’impiego di materiale originario ritrovato nei pressi del territorio stesso, è stato possibile recuperare torri e cortine murarie fino ad un’altezza di 5 metri, così da conferire al sito parte dell’originale aspetto della fortificazione.

Il Castello d’Orano

Il Castello d’Orano viene riconosciuto come proprietà privata a partire dal 1609, perché ricostruito su fortilizi di epoca anteriore, dietro commissione del nobile Angelo Rutoli, che lo scelse come sua residenza. La struttura originaria, riconoscibile tutt’oggi, presentava una pianta quadrangolare, con tre torri cilindriche e una quadrata principale alta oltre dodici metri. A seguito dei vari eventi sismici succedutisi nel corso dei secoli, il castello, sempre più danneggiato e in rovina, finì per essere abbandonato. Tuttavia, un recente restauro, ha restituito la possibilità di tornare ad ammirare, almeno dall’esterno, il suo bell’assetto d’epoca secentesca.

L’acquedotto “Fontis Augustei Aquaeductus”

Nei secoli l’importanza di Serino è sempre stata legata alle ingenti quantità di acque sorgive presenti nel territorio. Già tra il 27 a.C. e il 14 d.C i Romani costruirono un grande acquedotto, il “Fontis Augustei Aquaeductus” con la principale funzione di approvvigionamento idrico della città di Napoli.

Questa imponente costruzione, così dispendiosa e di difficile realizzazione, al suo compimento riuscì a soddisfare pienamente le aspettative, rendendo possibile l’arrivo dell’acqua a tutto il circondario partenopeo. Naturalmente, questa enorme struttura architettonica necessitava di una manutenzione continua: importanti ristrutturazioni furono realizzate dall’Imperatore Costantino nel corso del IV secolo d.C.
L’acquedotto che partiva da Serino era lungo circa 90 km. L’acqua in eccesso veniva fatta confluire e riversata nell’amplissimo serbatoio di Bacoli, nell’area flegrea, detto “Piscina Mirabilis“, cui attingeva la flotta imperiale.

Ricordare per unire

Conoscere la storia di Serino è solo un modo per far rivivere il passato e riconoscere che esso ci accomuna. Il bisogno del ricordo, che sempre riaffiora nell’animo di tutti, è particolarmente dirompente in noi irpini, che spesso dimentichiamo e trascuriamo la bellezza che ci circonda. Le origini dei nostri paesi, quindi, rappresentano la possibilità di riscoprire questi territori sia per noi nativi che per i visitatori.