La tradizionale Tirata del Carro di Mirabella Eclano si svolge ogni anno, precisamente il sabato che precede la terza domenica di settembre. Si tratta di una delle manifestazioni religiose e popolari più seguite nel Meridione in onore di Maria Santissima Addolorata.

Le origini della Tirata del Carro

Lo storico corteo nel quale devozione e allegria si mescolano tra loro creando un’atmosfera entusiasmante trae origine da una ritualità, molto diffusa nelle abitudini votive e celebrative delle civiltà contadina del XVIII secolo, andata via via evolvendosi fino a diventare una felice sintesi di religiosità e folclore cui fa da supporto una nobile trazione artigianale.

In origine era annuale consuetudine dei contadini di Mirabella offrire alla Madonna dell’Addolorata una parte del grano mietuto: più abbondante era il raccolto e più carichi erano i carretti che convergevano verso il centro abitato, dove si svolgevano celebrazioni e festeggiamenti in onore della Madonna.

Dal principio i modesti obelischi, la cui altezza non superava i tre metri, venivano addobbati con spighe di grano intrecciate intorno ad un tronco sulla cui sommità svettavano immagini sacre, anch’esse abbozzate in paglia. Piano piano, dalle offerte di gruppi o di singole famiglie, si passò ad una sola offerta collettiva e anche il “Carro” venne unificato, subendo le prime evoluzioni artistiche che molto più tardi si compirono nel capolavoro artigianale che oggi l’obelisco rappresenta.

La scelta di utilizzare il grano, simbolo del dono della vita, che è mietuto ma che deve rigenerarsi, richiama la tradizione rurale della cittadina campana e quindi il sacrificio dei contadini e del loro duro lavoro nei campi. Il significato del coltivare è trasmesso anche dall’obelisco, un trionfo artistico di innegabile fascino più volte curato e restaurato nel corso dell’anno, più volte appunto “coltivato”.

La benedizione dei buoi e l’incontro con l’obelisco

Il trambusto de la tirata del carro, che trasforma Mirabella in un tripudio assordante, è un qualcosa di straordinario. La giornata ha inizio con la tradizionale benedizione dei buoi dinanzi alla Chiesa della Madonna dell’Addolorata nel centro di Mirabella Eclano.

La folla, sempre più numerosa nelle vie cittadine, accompagna il corteo dei buoi che conduce alla parte alta della cittadina, luogo nel quale avviene l’incontro col Carro, un obelisco alto circa venticinque metri il cui scheletro è costituito da una struttura di travi lignee rivestite da pannelli di paglia lavorata a mano e sulla cui sommità è posta la statua della Madonna Addolorata.

L’ancoraggio delle 6 coppie di buoi al carro è un’operazione che trasuda impegno e difficoltà e costituisce uno dei momenti cruciali della giornata, dove il coinvolgimento emotivo oltrepassa i limiti della prudenza. Il tutto si svolge in uno spazio ridotto a causa della calca di persone giunte in paese da tutta la provincia.

Prima della partenza del carro, il parroco e il sindaco salgono sulla monumentale costruzione e, affacciandosi verso la folla in festa, pronunciano i propri discorsi stringendo tutti in un momento colmo di solennità.

La Tirata del Carro di Mirabella Eclano: la partenza

Il carro, ancorato alle sei coppie di buoi, viene trainato attraverso i campi e lungo le strade cittadine dai funaioli, gruppi di persone che, attraverso delle lunghe corde di canapa legate all’obelisco, si cimentano nell’arduo compito di tenerlo in equilibrio evitandone così la caduta che, alla stregua comune, viene intesa come un presagio di sventura.

Due sono state le occasioni in cui si è verificata la caduta del carro: nel 1881 annunciando la carestia che colpi l’Irpinia nel 1882 e nel 1961 predicendo il terremoto del 1962.

Per permettere tutte le accortezze richieste dal caso, il corteo procede molto lentamente e dura circa 5 ore, ma alla passionalità e alla devozione degli Eclanesi non esiste freno.

Emozione e tradizione della comunità eclanese

La tirata del carro è il coronamento di un folclore travolgente e passionale fuso ad una vivida tradizione e a costumi sociali che affondano le proprie radici in culti arcaici e saggezze antiche che scandivano la quotidianità delle genti, intricata di fatiche e speranze.

Il concetto di passaggio generazionale ritorna nel momento in cui si scorgono bambini, ragazzi, adulti e anziani tutti insieme, come una grande famiglia, a seguire il carro.

Una tradizione con una passionalità travolgente, una magia capace di esplodere in un’intensa euforia di rievocare il passato ed immergerlo nel presente, di amalgamare divinamente fede e cultura locale: riscoprire per poter capire.