I Battenti di San Pellegrino ad Altavilla Irpina

da | 21 Ago, 2023 | Fede | 0 commenti

Nelle caratteristiche strade di Altavilla Irpina si staglia un gruppo religioso dai contorni singolari e dalla storia intrisa di devozione e tradizione: i Battenti di San Pellegrino anche detti Fujenti (battere i piedi scalzi). I battenti affondano le loro radici nel XVIII secolo, quando diverse confraternite religiose ispirate dall’ardente devozione cattolica e dalla volontà di manifestare la propria fede in modo tangibile, divennero rinomati per le loro processioni.
I Battenti di Altavilla, come altre compagnie di battenti dell’Italia meridionale, hanno intrecciato la propria identità con la storia del luogo e con la figura del santo, in questo caso San Pellegrino Martire. Tutt’oggi questa tradizione è tenuta in vita dagli adulti quanto dai giovani, entusiasti nel preservare le tradizioni e partecipare con fervore, affinché il legame con il Santo rimanga indelebile.

La leggenda di San Pellegrino

San Pellegrino Martire è una figura venerata nella tradizione cristiana. La sua storia affonda le radici nelle prime epoche del cristianesimo, quando i seguaci di questa fede affrontavano pericoli e persecuzioni per diffondere il messaggio evangelico.
La vita del Santo è avvolta nel mistero e nella leggenda. Nato in una famiglia cristiana, fu istruito nella fede sin dall’infanzia dai suoi genitori e dal sacerdote Rufino. Quando l’Imperatore Commodo cercò di imporsi come divinità, San Pellegrino e i suoi amici protestarono apertamente, attirando l’attenzione dell’imperatore che li fece arrestare. Nonostante le torture e le pressioni, gli amici rimasero fedeli alla loro fede. Così Commodo ordinò di dar loro morte a colpi di sferza, furono condotti alla cosiddetta “pietra scellerata” assistiti spiritualmente da Rufino, che si avvicinò, li abbracciò e pregò con loro. I martiri morirono nel 192 D.C. e i loro resti furono inizialmente trasferiti nelle Catacombe di Ciriaca a Roma.
Fu proprio in queste catacombe che San Pellegrino manifestò il desiderio di essere portato ad Altavilla Irpina. Questo desiderio fu reso evidente nel 1780, quando Padre Giuseppe Maria Crescitelli, prozio del martire Santo Alberico, si recò a Roma per prelevare le reliquie di un martire da trasferire ad Altavilla. Si racconta che durante questo processo un insolito rumore si fece sentire, e si crede che sia stato San Pellegrino stesso a “bussare” tre volte alla bara per essere scelto.
La devozione per il Santo martire San Pellegrino fu forte sin dall’inizio proclamandolo protettore del paese, e la fede dei devoti fu ampiamente ricompensata da una serie indefinita di grazie e miracoli.

Il rito dei Battenti di San Pellegrino

Tutto ha inizio durante la seconda domenica di ogni Agosto, quando i fedeli si dirigono a Mugnano verso il Santuario di Santa Filomena, sorella di San Pellegrino. Il 24 agosto, in un corso gremito di persone animato da luminarie e file di bancarelle, i Battenti, composti da uomini e donne, ragazzi e bambini fin dalla più tenera età, arrivano ad Altavilla con una processione che attraversa le strade principali del paese per giungere al Santuario dei Santi Martiri Pellegrino e Alberico Crescitelli. Qui, uno per uno, i devoti affrontando la fatica impressa sui volti, s’inginocchiano rinnovando alla figura religiosa la loro promessa di voto. Questo evento è di grande importanza per gli abitanti dell’Irpinia, tanto che vi partecipano ben otto squadre di fedeli battenti: Mugnano, Avella, Roccarainola, Manocalzati, Montefredane, Picarelli, Starze di Summonte e infine i padroni di casa, Altavilla Irpina.
Durante questa cerimonia, i battenti di Altavilla indossano pantaloni bianchi, simbolo di purezza. Una canottiera bianca divenuta simbolo del santo, poiché si narra che fu arrestato indossandone una. Infine, la tradizionale fascia rossa che rappresenta il sangue dei martiri ricevuti, un’eredità tramandata di padre in figlio. Camminando a piedi scalzi sull’asfalto sotto il sole cocente, i partecipanti si colpiscono il petto. Durante la sfilata, cinque “trombettisti” con vari suoni guidano il ritmo della processione, stabiliscono le giuste distanze e indicano i momenti di calarsi a terra. L’impetuoso suono delle trombe risuona nell’aria come una forza magnetica, incantando chiunque lo ascolti, trasportandoci in un vortice di passione e unione.
Quest’anno è stata rinnovata un’antica tradizione introdotta dal battente Alfredo Lombardi: il giglio di San Pellegrino. Si tratta di una struttura realizzata in paglia, che vede la partecipazione di un bambino vestito da San Pellegrino, selezionato tra i battenti e con una diversa scelta ogni anno. La festa in onore del Santo continua nella serata del 24, 25 e 26 con solenni processioni, spettacolari fuochi pirotecnici e appassionanti esibizioni musicali.

Gli straordinari eventi legati a San Pellegrino: episodi di fede e trascendenza

San Pellegrino ha omaggiato i fedeli con tante grazie e il fato ha voluto che ad uno di questi miracoli fosse presente Padre Pio, all’età di 8 anni venne accompagnato dal padre nella chiesa madre di Altavilla Irpina. Qui un bambino paralizzato venne poggiato sull’altare dedicato a San Pellegrino, sua madre fece un appello e pregò per la sua guarigione o per l’accompagnamento del bambino in Paradiso. Dopo pochi istanti, il bambino si alzò e ricominciò a camminare tra la meraviglia dei fedeli.

Radici profonde: Il Legame indissolubile tra Altavilla e San Pellegrino

È qualcosa di più di un rituale ereditato dai padri, è un antico vincolo, una sorta di richiamo che spinge davvero tanti a non interrompere il legame primordiale. Alla fine del loro percorso, i battenti fanno vibrare oltre al suolo calpestato della loro terra natia, anche le corde dell’anima di ciascun compaesano, preservando quel filo che li tiene uniti uno all’altro. Unità che si rinnova ogni anno attraverso questa manifestazione, riaccendendo quell’ardente desiderio di ritornare dove i passi iniziali furono compiuti, per rianimare le dimore dei nonni, per assaporare l’aria di casa.

Insieme possiamo mantenere viva la fiamma delle nostre radici! Entra a far parte di questa straordinaria tradizione immergendoti nella bellezza di Altavilla Irpina durante i giorni di festa. Scopri i suoi segreti, le sue tradizioni e crea ricordi indimenticabili con noi!

Si ringrazia sentitamente il primo trombettista Rino Polisena per la testimonianza.